Negli ultimi giorni, in tutto il mondo ha fatto molto discutere il repentino aumento dei prezzi di alcuni prodotti di prima necessità su Amazon ed altri marketplace, dovuti all’arrivo dell’uragano Irma sulla Florida.

Concretamente l’aumento dei prezzi ha coinvolto solamente pochissime categorie di prodotti (principalmente alimentari) e di cui le popolazioni che sarebbero poi state colpite dall’uragano avevano necessità di approvvigionarsi.

Mentre per noi può sembrare poco logico ordinare dell’acqua su Amazon quando sta per arrivare un uragano, per il popolo americano (più abituato di noi a fare la spesa on-line) non è una cosa così strana. Inoltre la necessità di tali beni è aumentata di pari passo con la sempre maggiore difficoltà nel reperirli nei supermercati “fisici” sotto casa.

L’esempio più importante, e uno dei primi ad essere stati pubblicizzati on-line da una serie di utenti scontenti è stato il prezzo dell’acqua, vediamolo qualche dato:

Esempio 1: Deer Park 100% Natural Spring Water, 8-ounce mini plastic bottles, 48 Count
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Esempio 2: Nestlé Pure Life Bottled Purified Water, 16.9 oz. Bottles, 24/Case
Grafico2

Esempio 3: Nestlé Pure Life Purified Water, 16.9-ounce plastic bottles, 12 Count
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Molto semplicemente, i grafici mostrano l’andamento dei prezzi (in ordinata) nel tempo (in ascissa). Le linee di colore arancione riguardano prodotti venduti direttamente da Amazon.com, mentre le linee di colore blu sono i prezzi di venditori terzi sempre sul marketplace americano. In tutti e tre i casi è evidente come il prezzo abbia un deciso picco nei giorni compresi tra i 7 e il 9 settembre 2017, proprio i giorni dell’arrivo dell’uragano Irma sulle coste della Florida.

Personalmente credo che l’aumento del prezzo non sia dovuto ad un intervento umano, ma sia l’algoritmo di repricing che sia intervenuto facendo lievitare il prezzo di fronte ad un picco molto elevato di domanda,  per cui tale algoritmo, è più che lecito pensare, non sia stato progettato. Naturalmente sarebbe stato nelle facoltà del venditore intervenire e correggere manualmente i prezzi calcolati in automatico.

Dei tre grafici presentati, quello che più mi fa riflettere è il secondo. Non tanto per l’aumento del prezzo di vendita, quanto per il fatto che a fronte di un notevole rialzo dei prezzi Amazon.com sia entrato nel mercato vendendo direttamente il prodotto e subito ad un prezzo molto alto; inoltre Amazon ha venduto il prodotto solo dalle 19:00 del 7 settembre alle 13:00 dell’8 settembre. Possibile che Amazon.com abbia delle scorte “bloccate” che vengono automaticamente messe in vendita solo quanto il prezzo sale oltre una certa soglia? Davvero è difficile ottenere una risposta a questa domanda, ma voglio pensare che nessuno abbia rimediato pochissime casse di acqua in fretta e furia da mettere in vendita visto l’aumento dei prezzi. Mi sembrerebbe davvero ridicolo mettere a rischio l’immagine aziendale per guadagnare qualche centinaia di dollari.

Molti utenti hanno lamentato anche una salita delle spese di spedizione:

Anche in questo caso sarebbe interessante capire quanto questo aumento sia dovuto a calcoli automatici invece che ad interventi più manuali.

Concludendo non penso che Amazon.com abbia operato con dolo nel voler aumentare i prezzi traendo profitto davanti ad un gran numero di persone in imminente stato di potenziale necessità. Tale affermazione non si basa tanto sul comportamento e sulla coscienziosità del gigante delle-commerce, quanto per sul fatto che Jeff Bezos ci ha messo anni a guadagnarsi l’immagine di azienda incentrata sulla soddisfazione del cliente e di certo non sarebbe conveniente rovinarla solo per vendere delle casse di acqua a 40 dollari. Quello per cui si può criticare Amazon, in questo caso, è il non aver opportunamente vigilato l’andamento dei prezzi e non aver espresso una opinione in merito al loro andamento.