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Cos’è la campagna dei cartellini rossi?

La campagna dei cartellini rossi è una tecnica inventrata da Maasaki Imai per seguire il principio del Seiri (riordinare). Si tratta di un approccio stremamente semplice ed utilizzabile senza l’utilizzo di supporti informatici.

Come funziona

I membri della squadra 5S vanno nell’area produttiva (gemba) con un pacco di cartellini rossi e li applicano sugli oggetti che ritengono non necessari. Più sono grandi e numerosi i cartellini rossi meglio è. Nel dubbio è meglio apporre il segnale. Alla fine della “campagna” l’intera area sarà piena di cartellini rossi e, insieme al personale, si considerano uno ad uno gli oggetti etichettati di rosso.
Per conservarli il lavoratore deve dimostrare che ne ha bisogno, altrimenti ciò che ha un’etichetta rossa sarà rimosso.

Gli oggetti privi di valore, che non si useranno in futuro e non hanno motivo di restare, vengono eliminati definitivamente mentre quelli che non verranno utilizzati nei prossimi 30 giorni, ma che potrebbero tornare utili in futuro spostati in un magazzino. Al termine della “campagna dei cartellini rossi” tutti i dirigenti devono ritrovarsi e verificare ciò che si sta eliminando chiedendosi come modificare il sistema che ha reso possibili questi sprechi per permettere di che ciò non si ripeta.

L’eliminazione degli oggetti non necessari libera spazio e aumenta la flessibilità dell’uso dell’area di lavoro poiché una volta che gli oggetti non necessari sono stati scartati rimane solo ciò che è necessario.

I costi della (non) standardizzazione

Generalita’

Come premesso, l’aumento della varietà di prodotti e di componenti che circolano per lo stabilimento genera complessità, che inevitabilmente si traduce in un aumento dei costi che il produttore deve sostenere per la fabbricazione di un determinato prodotto.

Si possono dunque individuare tre tipi di costo, classi cati in base all’origine:

  • costi V;
  • costi F;
  • costi C.

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Effetto Forrester (o effetto bullwhip)

L’effetto Forrester o effetto bullwhip è una della cause principali della variabilità della domanda all’interno della supply chain, approfondiamo di cosa si tratta in modo da evitarlo!

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L’Italia lavora piu’ della Germania, ma produce meno

Riporto un interessante articolo che confronta la produttività dei dipendenti italiani in confronto a quelli di altre nazioni.

Commentando l’infografica pubblicata ieri, i lettori ci hanno chiesto un’indagine sulla produttività italiana a confronto con gli altri Paesi europei. Ebbene, fatta 100 la media Ue per ora lavorata, dal 2000 al 2010 l’Italia passa da 116,8 punti a 101,5, mentre Germania e Francia, nello stesso lasso di tempo, sono rimaste costanti. Costante anche il divario, tra 14 e 15mila euro, tra la retribuzione media di Berlino e quella di Roma, a parità di incidenza delle tasse sul costo del lavoro. Per l’Istat inglese, comunque, a lavorare più di tutti in Europa sono i greci.

Tabella di confronto della produttività italiana e di quella estera

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