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La multicanalità nell’e-commerce

In questi ultimi mesi stiamo assistendo alla nascita di un certo equilibrio tra negozi fisici e negozi on-line. A seconda del mercato in cui operiamo e del settore di riferimento dobbiamo bilanciare correttamente la nostra presenza fisica “sulla strada” con la necessità di avere uno spazio on-line dove dare presentare e vendere i nostri prodotti. Tale compresenza tra online ed offline può dare origine a varie situazioni:

InfoCommerce

Il cliente utilizza gli strumenti online (sito web, app mobile, …) solamente per informarsi prima di effettuare l’acquisto, che avviene invece nel negozio offline, come anche il pagamento e l’eventuale assistenza post-vendita. In questa categoria è tipico osservare la presenza dell’effetto ROPO, a cui abbiamo dedicato un articolo specifico nei giorni scorsi.

  • Informazione e presentazione prodotti: ONLINE
  • Selezione dei prodotti da acquistare: OFFLINE
  • Acquisto: OFFLINE
  • Consegna del prodotto: OFFLINE
  • Pagamento: OFFLINE
  • Supporto ed assistenza postvendita: OFFLINE

InfoStore

In modo quasi simmetrico rispetto al primo caso, il negozio off-line ha il solo scopo di fare vedere i prodotti e le loro caratteristiche.

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Cos’è l’effetto ROPO?

Il termine effetto ROPO è un acronimo per “Research online, buy offline”, ed identifica quel processo per cui i clienti, prima di acquistare un prodotto/servizio presso un negozio fisico (o come lo chiamano gli anglofoni brick&mortar), fanno delle ricerche on-line più o meno approfondite.

Questo effetto viene anche chiamato O2S-Factor (“Online to Store”) e mette in luce come la presenza on-line sia un elemento essenziale per avere successo anche nei negozi offline. La dimensione del fenomeno è notevole e maggiore di quello che ci si possa aspettare. Secondo uno studio realizzato da a Grand Union Italia e dal Gruppo Toluna  in vari negozi di molti settori merceologici è emerso che:

  • il 31,9% dei clienti visita solo il negozio;
  • il 19,2% dei clienti visita esclusivamente il sito e-commerce;
  • il 48,8% dei clienti visita sia il sito di e-commerce sia il negozio.

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Google ci mostra i generi musicali più riprodotti in modo interattivo

Pochi conoscono il gruppo Google Research, ma si tratta di un gruppo di dipendenti del colosso di Mountain View che si occupa di ricerche in generale. Una delle aree più interessanti di questo gruppo è quella che si occupa dell’elaborazione di big data (argomento molto attuale) elaborando quelle che vengono chiamate Big Picture, ovvero delle immagini interattive originate in tempo reale partendo da grandi basi di dati.

Ne esistono varie consultabili direttamente su questa pagina ma quella che vediamo oggi mostra l’andamento nel tempo, dal 1950 ad oggi, dei generi musicali più ascoltati. Tale grafico, chiamato Google Music Timeline, offre una panoramica globale dei generi musicali con la possibilità di visualizzare il grafico solamente per uno specifico gruppo musicale o addirittura per uno specifico album.

Non è difficile immaginare quali forti collegamenti possano esserci tra le statistiche legate all’utilizzo di Google Music e la creazione da parte di big G di immagini come queste.

Apro la cassetta delle lettere e cosa trovo?

Venerdì sera, una volta tornato a casa dall’ufficio, nella cassetta delle lettere (quella vera non la mailbox :-) ) ho trovato la solita mezza dozzina di depliant, cataloghi e pubblicità in generale…la novità è che questa volta c’era anche del materiale marchiato Amazon! Si tratta di un catalogo di giocattoli (più di 90) da regalare o farsi regalare per Pasqua.

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Nei pochi istanti dedicati a sfogliare il catalogo mi sono venute delle considerazioni, che forse i dipendenti di Amazon avrebbero dovuto fare prima di aprire le porte allo SPAM cartaceo:

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