Amazon Pantry è un servizio rilasciato recentemente da Amazon in Italia (oltre che in altri Paesi) che permette agli utenti di ordinare i beni alimentari e non alimentari normalmente acquistabili in un supermercato come biscotti, sacchetti della spazzatura, detersivo, pasta, … insomma tutto quello che riguarda l’economia domestica.

Le cose da sapere sono principalmente due:

  1. è un servizio riservato ai clienti Amazon Prime;
  2. la spedizione avviene in scatole Pantry di capacità ben definita e del costo (di imballaggio e spedizione) di 3,99 euro ciascuna.

Questo articolo non vuole essere una guida al funzionamento di Pantry (letteralmente “dispensa”), ma una discussione su come mai buona parte degli utenti Amazon non siano ancora soddisfatti di questa novità.

Come è facile intuire, è davvero difficile ottenere da Amazon delle statistiche legate all’utilizzo del servizio in Italia, quindi l’analisi si può basare esclusivamente attraverso stime elaborate da società di consulenza (che però presentano solamente dati degli Amazon oltre confine) e sui commenti e discussioni che è possibile leggere in rete o parlando con chi ha provato il servizio.

Il primo aspetto negativo legato a Pantry è la rottura di una promessa: la promessa che, come cliente Prime, avrei potuto ordinare qualsiasi prodotto spedito da Amazon senza pagare le spese di spedizione. Come dimostrato da quasi ogni indagine legata al comportamento degli utenti durante gli acquisti on-line, il costo di spedizione è quello più odiato e per cui molti non sono disposti a pagare. Il malcontento degli utenti può solo aumentare se consideriamo che quelli a cui vengono chiesti i costi di spedizione della scatola, sono gli stessi che hanno versato circa venti euro per avere le spese di spedizione in un giorno lavorativo comprese su tutti i prodotti spediti da Amazon.
Sempre in merito al alla caduta delle aspettative degli iscritti ad Amazon Prime, dobbiamo segnalare che la scatola richiede ben 4-5 giorni lavorativi per essere preparata, spedita e consegnata al cliente.
L’ultimo aspetto (negativo) legato alle spedizioni è l’impossibilità di ritirare la scatola presso Amazon Locker, Poste o negozi. Si tratta di un limite davvero considerevole: se a casa mia ci fosse qualcuno sempre disponibile ad aspettare il corriere, è molto probabile che questo qualcuno sarebbe anche disponibile ad andare al supermercato e comprare gli stessi prodotti che dovrei acquistare tramite Amazon Pantry, oltre a tanti altri prodotti alimentari di durata inferiore, non ancora disponibili sulla piattaforma. Trattandosi di una scatola da 20kg anche la consegna alla nonna che è sempre a casa appare piuttosto scomoda e difficoltosa!

Dopo questa carrellata di aspetti negativi è chiaro che ce ne sono anche di positivi, in realtà solo uno: il risparmio sulla spesa complessiva (comprese le spese di spedizione).
Anche i meno esperti di economia domestica sanno che i prezzi del settore alimentare variano molto da città a città e da catena a catena ma possiamo dire che, rispetto ad un supermercato medio, il risparmio è del 10-15% o anche di più.

A parte questo aspetto puramente economico, non da poco, Amazon Pantry non ha convinto. Non ha convinto me e nemmeno molti altri utenti, anche in virtù della limitata scelta di prodotti disponibili, che è inferiore a qualsiasi piccolo supermercato sotto casa.

Lasciamoci con alcuni spunti di riflessione:

  1. È possibile che, in una piattaforma come Amazon che ha quasi inventato la lunga coda (ovvero la presenza di un numero elevatissimo di prodotti acquistabili per ogni tipologia) siano presenti solamente un numero ristrettissimo di prodotti Pantry?
    Persino la bottega alimentare sotto casa dispone di una scelta maggiore di prodotti! Questa scarsa varietà non piace ai clienti (che sono ormai abituati a poter acquistare on-line prodotti davvero di nicchia in qualsiasi settore) e non piace nemmeno ai produttori che odiano che il cliente abituato ad acquistare una marca di prodotti sia “costretto” a provarne un’altra, con il rischio che si trovi meglio e decida di cambiare. Vi siete mai chiesti come mai, negli ultimi anni, anche le grandi catene di discount abbiano aperto dei negozi presso località turistiche abitate solo pochi mesi all’anno? Perché così i loro affezionati clienti “di città”, anche quando sono in vacanza, non sono spinti a provare nuovi prodotti e nuove catene di negozi. I clienti abitudinari sono uno standard molto ricercato dalle catene di negozi e nessuno vuole perderne.
  2. Alcuni prodotti su Amazon Pantry non verranno mai acquistati perché non economicamente sostenibili. Per esempio sei bottiglie da un litro e mezzo di acqua Panna occupano il 46% della scatola Pantry e costano 2,76 euro. Costano poco, ma occupano metà della scatola e quindi, se ripartiamo i 3,99 euro del costo di spedizione su ogni bottiglia, troviamo un prezzo decisamente poco conveniente.
    Da sempre l’acquisto e il trasporto a casa dei cosiddetti “cartoni” di acqua o bevande è uno degli aspetti più faticosi e scomodi del fare la spesa al supermercato ma la soluzione di inserire questi come prodotti Pantry è davvero un suicidio. Amazon avrebbe potuto, per esempio, inserirlo come prodotto Plus, oppure vendere le bottiglie con un lotto minimo di 12 o 18 per rendere più economicamente sostenibile la gestione logistica dell’ordine. Si tratta di prodotti pesanti e assolutamente non fragili, quindi poco importa che abbiano l’imballaggio rinforzato che caratterizza le scatole Pantry.